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Verso la VI Giornata Sociale Diocesana

Federalismo solidale, svilippo e legalità nel nostro territorio

 

La Giornata Sociale Diocesana arriva quest'anno alla sua sesta edizione.

L'obiettivo di motivare i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà alla partecipazione attiva alla vita della città ha spinto l'Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro ad organizzare questo evento, che di anno in anno ha riscosso sempre maggiori consensi. Infatti, sin dalla Prima Giornata (19 novembre 2005) si cominciò a trattare la tematica "Cittadinanza responsabile e partecipazione attiva alla vita sociale e politica", anche attraverso la presentazione di un testimone laico, come ad esempio G. La Pira, A. De Gasperi, I. Giordani. L'organizzazione della Giornata si è contraddistinta per la formazione dei vari gruppi di studio in cui i partecipanti (in media 150 persone) hanno potuto discutere e approfondire alcuni aspetti specifici del tema trattato in assemblea dai vari relatori (prof. Don F. Appi, Mons. P. Doni, prof. A. Lo Presti, p. B. Sorge, Card. R. Martino, prof. P. Nepi, prof. G. Acocella). La Giornata, infatti, non vuol essere una sorta di bella celebrazione accademica e perciò non si limita al momento delle relazioni, ma vuole stimolare il dibattito per arrivare alla produzione di un contributo concreto che possa servire da indicazione operativa affinché si avvii una interazione tra tutte le nostre comunità ecclesiali e il territorio. La parrocchia, in particolare, come in più occasioni hanno sottolineato i vescovi italiani, si deve porre "come soggetto sociale nel territorio", capace di interloquire con le Istituzioni e farsi carico dei problemi della gente, soprattutto nei nostri quartieri popolari più emarginati. Benedetto XVI scrive: "Il compito immediato di operare per un giusto ordine nella società è proprio dei fedeli laici. Come cittadini dello Stato, essi sono chiamati a partecipare in prima persona alla vita pubblica (.......).  Non possono pertanto abdicare alla molteplice e svariata azione economica, sociale, legislativa, amministrativa e culturale, destinata a promuovere organicamente e istituzionalmente il bene comune". E il Papa aggiunge che questo compito appartiene alla "missione dei fedeli laici", che sono chiamati a "configurare rettamente la vita sociale, rispettandone la legittima autonomia e cooperando con gli altri cittadini secondo le rispettive competenze e sotto la propria responsabilità" (Deus caritas est, nn 28-29). Per questo motivo, una delle proposte lanciate nelle scorse edizioni della Giornata è stata quella di creare nei vicariati della diocesi "osservatori socio-politici" e "laboratori" per favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica. Si tratta di una proposta (e bisogna riconoscerlo) che fa fatica ad essere accolta nelle nostre comunità, che molto spesso tendono a chiudersi nell'area rassicurante del tempio, spendendosi al più solo nel campo del volontariato, molto lodevole, ma non esaustivo della carità del cristiano, che come ricorda il magistero sociale della Chiesa si deve tradurre anche in "carità politica". Oggi tanti guardano alla politica con sfiducia, con la conseguenza che un tale disinteresse non stimola i politici di turno a perseguire con serietà, competenza e onestà il vero bene comune di tutti i cittadini. Ma su questa strada si corre il fondato pericolo "di un reale svuotamento della cittadinanza effettiva", come avvertono i vescovi italiani. Perciò "appare essenziale che ogni cittadino, cosciente della propria dignità di compartecipe della vita sociale, attivi tutte le sue potenzialità e costruisca insieme con gli altri una migliore casa comune" (CEI, Stato sociale ed educazione alla socialità, n 29). E infatti, bisogna ricordare che "non si fa politica solo nei partiti (....). Si può e  si deve fare politica anche nella società civile, condizionando l'azione più propriamente partitica e legislativa, e soprattutto costruendo dalla base le condizioni per la realizzazione del bene comune" (ibid., n 31). E' sotto gli occhi di tutti la pericolosa deriva che va prendendo ogni giorno la vita politica del nostro Paese. Ma non basta solo lamentarsi. Occorre, invece, "che la comunità civile si riappropri quella funzione politica, che troppo spesso ha delegato esclusivamente ai 'professionisti' di questo impegno nella società (......)". Essa, pertanto, ha il dovere  di elaborare progetti per una migliore vita umana a favore di tutti, di controllare anche la loro attuazione, e di denunciare disfunzioni e inerzie (vd CEI, Educare alla legalità, n 17).

La 6 Giornata sociale diocesana si svolgerà sabato 13 novembre p.v., (dalle ore 9 alle ore 17,30) presso il Seminario Arcivescovile di Catania,  e svilupperà la tematica: "Federalismo solidale, sviluppo e legalità nel nostro territorio". Farà da sfondo il recente documento della CEI: "Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno". Data l'attuale contingenza storica e gli accesi dibattiti sulla recente legge per l'attuazione del federalismo, che attraversano tutta l'Italia e interessano tutti gli schieramenti politici, a nessuno sfugge l'attualità della scelta che la Commissione diocesana per i problemi sociali e il lavoro ha fatto per la Giornata 2010. Relatori saranno il Dr. I. Lo Bello, presidente di Confindustria-Sicilia, la Dott.ssa R. Finocchiaro, funzionaria del Ministero della Giustizia a Catania, Mons. M. Renna, parroco a Palermo. Lo Bello si fermerà a trattare il rapporto tra federalismo solidale e sviluppo nel nostro territorio. Mentre Finocchiaro ci presenterà la situazione di legalità nella nostra città. Invece Renna ci presenterà la figura di don Pino Puglisi, martire della mafia, il testimone che con il suo impegno educativo, nel quartiere Brancaccio a Palermo, ha saputo coniugare evangelizzazione e promozione umana. Il citato documento "Per un Paese solidale" dedica tutto il paragrafo 18 alla testimonianza di don Puglisi, proponendolo come modello per gli educatori. Mons. Renna, da sindacalista della CISL, maturò la sua vocazione al sacerdozio vivendo la sua esperienza di fede accanto a Don Puglisi. Parte della mattina e il primo pomeriggio, dopo la pausa pranzo, saranno dedicati ai gruppi di studio, da cui dovrebbero scaturire proposte da presentare alle Istituzioni locali. La Giornata sarà conclusa dal nostro Arcivescovo, Mons. S. Gristina. La partecipazione costante e crescente, l'articolazione agile e flessibile, la metodologia partecipativa, hanno fatto sì che le Giornate sociali diocesane siano diventate, in questo quinquennio 2005/2010, un luogo atteso di confronto, formazione e discernimento comunitario sui grandi temi dell'impegno sociale e politico dei cristiani nel territorio della Diocesi.

Piero Sapienza

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