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La Solennità della Santa Patrona catanese

La pietà popolare è un dato di fatto nella vita della Chiesa; pertanto va valorizzata in quanto strumento prezioso di esperienza e di interiorizzazione del mistero rivelato.

5 febbraio. La Solennità della Santa Patrona catanese

La giornata più solenne della festa di S.Agata è stata allietata da un sole splendente che ha illuminato, in piazza Duomo, attorno al monumento dell'Elefante, le 13 candelore, compresa l'ultima in ordine di tempo: il Cereo Mastri Artigiani dell'Associazione “Madonna Assunta” della parrocchia” Beata Vergine Maria in cielo Assunta alla Plaia”, avente ormai tutti i requisiti per unirsi alle consorelle nella festa cittadina di febbraio.

Quest'insolita cornice ha accolto il solenne corteo dei Vescovi di Sicilia che, dall'episcopio alla Cattedrale, hanno accompagnato il cardinale Agostino Vallini, Vicario generale di Papa Francesco per la diocesi di Roma, venuto a Catania per presiedere, col nostro Arcivescovo Salvatore Gristina e tutti gli altri Arcivescovi e Vescovi invitati -Salvatore Pappalardo di Siracusa, Corrado Lorefice di Palermo, Giovanni Accolla di Messina, Ignazio Zambito emerito di Patti, Giuseppe Malandrino emerito di Noto, Pio Vigo emerito di Acireale, Salvatore Muratore di Nicosia, Calogero Peri di Caltagirone, Rosario Gisana di Piazza Armerina, Jean-Vincent Ondo di Oyem in Gabon e Guglielmo Giombanco neoeletto vescovo di Patti- il solenne pontificale nel1766° anniversario del martirio della Santa Patrona.

Hanno, inoltre, partecipato alla concelebrazione i canonici metropolitani e collegiali, i vicari episcopali e foranei, i sacerdoti secolari e regolari, i diaconi, tutti con le vesti liturgiche rosso sangue, e i seminaristi, gli alunni della scuola “San'Euplio” per i ministeri e il diaconato permanente, nonché le rappresentanze ufficiali laicali degli Ordini Pontifici di S. Gregorio e S. Silvestro e degli Ordini riconosciuti dalla Sede Apostolica: il Sovrano Militare Ordine di Malta e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. A celebrazione iniziata è giunto, proveniente da Roma dove sabato sera ha celebrato la messa in onore di S.Agata nella chiesa confraternale S.Maria Odigitria dei Siciliani, il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo.

In basilica, gremitissima all'inverosimile, la Cappella Musicale del Duomo, diretta dal m° can. Giuseppe Maieli, al posto del m° Nunzio Schilirò, recentemente scomparso, ha eseguito in canto gregoriano la “Missa pontificalis de Angelis”, con all'organo il m° Piero Figura. Fra le tante autorità civili presenti con gli storici gonfaloni della città: sindaco Enzo Bianco, presidente della Regione Rosario Crocetta, presidente ARS Giovanni Ardizzone, sottosegretario Giuseppe Castiglione, assessore regionale Anthony Barbagallo, presidente Consiglio comunale Francesca Raciti, neo rettore Università Francesco Basile, nonché i massimi rappresentanti delle Forze Armate e della Magistratura, della Provincia e del Distretto.

All'inizio della Concelebrazione Eucaristica Mons. Gristina ha rivolto un caloroso e grato indirizzo di saluto all'eminentissimo porporato, già suo professore di Diritto pubblico ecclesiastico nella Facoltà di Diritto Canonico della Pontifica Università Lateranense, che è venuto molto volentieri nella città di S.Agata accompagnato da un devoto d'eccezione, il catanese Giuseppe Marciante, Vescovo ausiliare di Roma est.

Il parroco e delegato arcivescovile della Cattedrale, Barbaro Scionti, ha comunicato che la colletta delle offerte del pontificale sarebbe stata destinata, come “Missione S.Agata 2017”, all'arcidiocesi di Fermo nelle Marche, a sostegno dei terremotati di quel territorio. All'offertorio hanno partecipato i presidenti A.C.I., Amici del Rosario, Associazioni Agatine, Protezione Civile, Ordine di Malta.

Al termine, tra due ali di folla, il clero e gli Ordini laicali in processione liturgica sono rientrati in arcivescovado, mentre è continuato, incessante, il pellegrinaggio dei fedeli in Cattedrale dove nel primo pomeriggio ha celebrato la s. messa vespertina il neo Arcivescovo di Messina.

Dopo la trionfale uscita delle candelore e dei reliquiari agatini posti sul monumentale fercolo, seguito in preghiera dal Cardinale e dal nostro Arcivescovo, è iniziato il lentissimo giro interno per via Etnea, affollata all'inverosimile e illuminata dal fiume di fuoco dei grossi ceroni accesi, portati sulle spalle da giovani devoti, con le soste “canoniche”: davanti a palazzo degli Elefanti per l'omaggio della Civica Amministrazione da parte del sindaco che ha dato il via al giro col campanello del Consiglio comunale e all'altezza della Collegiata per il Circolo Cittadino maschile e femminile e degli Amici del Rosario che, con altre aggregazioni laicali guidate dai loro responsabili e con la partecipazione di sacerdoti e diaconi, hanno animato la preghiera tra i cordoni del fercolo per tutto l'itinerario del giro che, proseguendo per via Caronda ha raggiunto con enorme “ritardo” S.Maria della Mercede, Istituto Maria Ausiliatrice, S.Agata al Borgo con i fuochi spettacolari di piazza Cavour. Qui l'ultimo omaggio degli stanchi cerofori.

Poi all'alba l'arrivo ai Quattro Canti, la salita Antonino di San Giuliano al mattino inoltrato e a passo d'uomo, poco dopo le ore 10 la sosta davanti alla cancellata del sagrato della chiesa del monastero San Benedetto per l'omaggio canoro e floreale delle monache benedettine dell'Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento, preceduto da una riflessione spirituale del cappellano e vicario episcopale per la Cultura, mons. prof. Gaetano Zito.

La vara è rientrata lentamente in Duomo per piazza San Francesco d'Assisi, via Santa Maria della Lettera, piazza Mazzini e via Garibaldi. In Cattedrale, il parroco e delegato arcivescovile mons. Barbaro Scionti ha presieduto una liturgia della Parola e ha rivolto una breve omelia ai fedeli che affollavano la basilica, prima che il busto reliquiario di S. Agata venisse custodito assieme allo scrigno reliquario nel sacello delle reliquie, tra le acclamazioni composte dei fedeli, stanchi ma felici.

Antonino Blandini

 

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